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Tanto comunque prima o poi torno sempre

Gira e rigira anche se i mesi passano, prima o poi mi ritrovo di nuovo sulle pagine digitali di questo diario di disagio che, riflettendoci, raccoglie tutte le parti peggiori di me.
La mia vita non è fatta solo di drammi, per fortuna, ma perchè venire a scrivere qualcosa di meraviglio e raccontare di giornate bellissime quando posso concentrarmi su Epopeiche (si può dire?) giornate di merda.

Quando sto male, gira e rigira, torno sempre a cercare questo Blog, che mi accompagna fin da quando ero un adolescente che si crogiolava tra uno spasimante e l'altro, ignara di cosa fosse la vita di un adulto ma certa di poterla sostenere senza sgretolarmi come una montagna in frana.

E non è semplice, invece. Alcune volte mi ritrovo a ripensare ai "vecchi tempi" distanti da me solo 4 o 5 anni, come lontanissimi periodi di tempo felici. Più che felici, però, erano incoscienti.

Ed ora, all'alba di questo 2019, sono a riflettere su quanto la mia vita è cambiata in soli tre anni, in …
Post Recuperato da chissà quando.


Non saprei ben dire dove tutto questo è iniziato.
Per questo intendo questa merda di situazione che mi costringe sdraiata su un divano ricoperto da un lenzuolo rosso che nemmeno è della taglia giusta a piangere per niente.

Non capisco se tutto è iniziato con la Laurea o se con il cambio di lavoro o di appartamento o per tutte le cose insieme.

Non riesco a capire che cazzo sta succedendo nella mia cazzo di testa che mi porta da zero a cento talmente veloce da far invidia alla meglio delle auto sportive. Che schifo.

Quando penso a me mi faccio pena e sono arrabbiata. Mi vedo come una persone che deve essere aiutata, che è consapevole che qualcosa non sta andando come dovrebbe ma che nonostante questo, non può farci niente.

Perchè non riesco a controllarmi? ad essere semplicemente me?
Sto sempre a pensare ad apparire in qualche modo, a cosa starà pensando questo, quello, quell'altro...

Mi sento così sola qui nonostante probabilmente in passato io lo …

Probabilmente sono viziata

Sto avendo una convivenza molto difficile con me stessa. Sono anche senza forze, scarica, incline alla depressione, drammatica, disperata e con la testa pesante.

E crogiolandomi nella mia irrequietudine non riesco proprio a capire che cosa non va in me. E' come se niente andasse come voglio io ma allo stesso tempo fosse perfetto.
Cerco di spiegarmi meglio.

Sono ormai tre mesi che ho cambiato lavoro e ancora non mi sono ambientata completamente. Vivo le mie giornate passando da uno stato d'ansia all'altro, da un imbarazzo all'altro. Il lavoro non mi piace, per ora,  quando sono li vorrei impegnarmi al massimo ma sento che va oltre le mie possibilità. Nonostante questo lavoro per un'azienda fantastica, con tutti i diritti ed i benefit che ne derivano, ben pagata e sommariamente anche con ottimi orari.
E cosa c'è che non va bene allora? perchè non riesco a prenderla come la possibilità di imparare una cosa nuova? come un modo per accrescere professionalmente, pers…

ma che ne so.

Ho sempre visto i 30 anni lontani. Lo sono ancora, certo. Allo stesso modo però sento il tempo stringermi come un cappio al collo. Sento le giornate allungarsi ed i mesi invece sfuggermi. Sento che i miei piani si stanno sgretolando, così come la voglia di crearne degli altri. Sento le mie priorità cambiare, i miei orizzonti chiudersi.  Ho paura di passare, senza rendermene conto dal "farò così" al "è andata così".
Ho aggiornato l'ultima volta poco dopo la laurea. Sono passati poco più di tre mesi e ancora non riesco a perdonarmi di aver permesso a mio padre di rovinarmela. Ci penso ogni tanto e ancora mi fa stare male. Mi sento stupida per questo, ma non ne posso fare a meno. 
Ho iniziato l'anno promettendomi di cambiare le cose.  L'ultimo giorno è stato carino, sono stata a Mantova a vedere un concerto ed i fuochi. Certo meglio che l'inizio COL BOTTO dello scorso anno.  Circa venti giorni dopo ho cambiato definitivamente lavoro. Me lo ero ripromes…

Situazioni, pazienza ed impegno.

I) La laurea è andata. Ce l'ho fatta ed è stata particolarmente dura.
Tra questi post ho raccolto gran parte di quello che ho passato in questi quattro anni.
Non è stata semplice, tra il mantenersi da sola facendo lavori che non garantiscono uno straccio di diritto e studiare di notte, problemi fisici, problemi sentimentali e chi più ne metta.
E' stato tutto molto difficile finchè non è arrivato Guitarman, da li tutto sembra aver preso la piega giusta, con qualche sacrificio. L'ansia sempre presente, ma diminuita.
Una bolla di tranquillità, il io guitarman.

La laurea è andata molto bene,  la presentazione è stata molto apprezzata e me la sono cavata in tutte le domande. Ho preso il massimo del punteggio 8/8 e ne vado davvero molto fiera.

II) Sono seguite festeggiamenti vari, un pranzo in famiglia da cui sono uscita con un rapporto affettivo in meno.
Situazione:

Madre e nuovo amore della madre, padre e nuovo sgorbio del padre, Sorella, il mio ragazzo ed i genitori del mio ra…

Quello che non ti uccide ti fortifica.

Ritrovare post mai pubblicati, scritti male, di fretta, probabilmente piangendo ma appunto per questo sono per me pieni si significati.
UN ANNO FA HO SCRITTO QUESTO:
Guardo l'acqua cadere nella mia tazza della mattina e colorarsi velocemente di rosso scuro. E' perfetta quella tazza. Ricordo perfettamente anche quando l'ho comprata in un negozio di articoli per la casa, un caldo pomeriggio in cui ero troppo in anticipo per andare direttamente al lavoro. Ho ammazzato il tempo come potevo ed ora questa splendida tazza è ancora con me. Un intenso profumo di frutti di bosco mi avvolge. Mi siedo ed aspetto i canonici otto minuti di infusione, avvolta da quel malinconico velo che ricopre Parma nelle prime giornate di Dicembre. La finestra della mia cucina da direttamente su una piccola strada dei margini del centro, di quelle che sembrano aver fermato il tempo agli anni settanta se non per qualche temeraria struttura ristrutturata alla ricerca di un qualche tipo di apparenza …

Se mi sposi m'uccidi l'amore.

Un personaggio particolare è comparso nella mia vita da qualche tempo.  E' una persona singolare, che in realtà ne faceva già parte da un po', in quanto cliente del bar. 
E' un uomo di 35, ma gliene davo circa 30. Ha una barba lunga e indossa sempre gli occhiali neri.  Da quanto ho capito si occupa di onoranze funebri e tutto questo non può che dare un'aspetto macabro alla vicenda.  Ma come si dice " Non si giudica mai un libro dalla copertina". 
Quest'uomo, che da ora in avanti chiameremo Mr Black, si è esposto per la prima volta qualche mese fa, semplicemente chiedendomi se "avessi tolto gli occhiali", in un giorno in cui indossavo le lenti a contatto.  Essendo io una persona particolarmente impostata, specialmente mentre lavoro, la domanda mi ha preso alla sprovvista ed ho esitato un attimo prima di rispondere.  Preciso che quest'uomo ha sempre e solo preso 3 pezzi di pizza e un estathè alla pesca da asporto per poi andarsene, senza dire …